Cosa succede se non metto l’apparecchio?

Nello scorso articolo abbiamo visto cos’è una malocclusione e quando il dentista può indicare di procedere con l’apparecchio. Oggi concludiamo questo tema andando ad affrontare i dubbi che spesso ci vengono posti dai genitori.

L’apparecchio risolve tutti i problemi di malocclusione?

A volte l’apparecchio da solo non basta. Alla terapia ortodontica può essere associato un trattamento con il logopedista, per ristabilire una corretta funzionalità della lingua e della muscolatura periorale, con l’osteopata o con l’otorino, per correggere eventuali patologie ostruttive delle vie respiratorie.
È molto importante comprendere che nel bambino, come in tutti noi, non si lavora per compartimenti stagni: la bocca è collegata, influenzata e modificata da molte altre strutture e funzioni. Solo lavorando su tutte le componenti che determinano la malocclusione si può ottenere un risultato ottimale.

E se non lo metto?

Intendiamoci, la malocclusione non è una malattia, ma se non corretta, può esporre i bambini a potenziali rischi e a una crescita disarmonica.
La ricerca scientifica non ha dimostrato correlazione diretta tra malocclusione e carie o problemi gengivali, ma i denti storti rendono più difficile una perfetta igiene orale e quindi ne aumentano il rischio. Ugualmente, non è dimostrata la correlazione con problemi masticatori o disturbi del linguaggio, ma anche in questo caso la pratica quotidiana di logopedisti e dentisti rileva spesso difficoltà nel pronunciare alcuni fonemi o masticazione difficoltosa in alcune malocclusioni.
Invece è confermato un grave fattore di rischio per i traumi ai denti anteriori in caso di malocclusioni con grave sporgenza degli incisivi, e danni a carico delle radici dei denti vicini in presenza di denti inclusi.
Inoltre il rapporto tra malocclusione, autostima e benessere personale è dimostrato da studi scientifici: un bel sorriso migliora la percezione che abbiamo di noi stessi, ci fa stare meglio. Questo vale per adulti e bambini ma non bisogna cadere nell’errore di pensare che solo se si è perfetti si è “OK” e pertanto non bisogna trasmettere questo concetto ai nostri bambini, già immersi in un mondo saturo di modelli ideali.

Le malocclusioni si possono prevenire?

Come abbiamo detto, le malocclusioni possono essere dovute a vari fattori, genetici e non. Sul fattore genetico non si può fare prevenzione, ma molte sono le cose da fare per prevenire possibili problemi ortodontici o per rendere meno complessa una malocclusione anche su base genetica. Fondamentale è favorire un corretto sviluppo delle funzioni di deglutizione, masticazione e respirazione fin dalla nascita.
Allattare il proprio bambino al seno per almeno 6-12 mesi, oltre ai vantaggi nutrizionali, immunologici e psicologici, favorisce un corretto funzionamento di muscoli, lingua e respirazione e scoraggia l’abitudine di succhiare il ciuccio o il dito riducendo il rischio di molte malocclusioni.
Dallo svezzamento è poi importante introdurre cibi via via più consistenti, riducendo al minimo quelli frullati e macinati: masticare è fondamentale per attivare nel modo corretto i muscoli e favorire un buon sviluppo della bocca.
Anche disincentivare l’uso di biberon, ciuccio o succhiamento del dito, proteggono dal rischio di determinare alterazioni dentali, scheletriche e funzionali.
Sempre a partire dalla nascita è importante valutare asimmetrie del capo e del viso: spesso i bimbi, soprattutto se nati dopo un lungo travaglio o con l’aiuto della ventosa hanno la testa un po’ irregolare o ci sono bimbi che preferiscono dormire ed essere allattati sempre dallo stesso lato. Questi sono dei campanelli d’allarme per la possibilità di una crescita non armoniosa e simmetrica che potrebbe ripercuotersi anche sulla bocca. Un controllo, dei consigli, un piccolo intervento precoce dell’osteopata o del fisioterapista possono risolvere il problema prima che questo porti ad altre conseguenze.
Infine è importantissimo mantenere sani, e se necessario curare, i denti da latte: essi infatti servono non solo a masticare ma a tener il posto ai denti definitivi.
Mantenere la bocca di vostro figlio sana è la prima, la più fisiologica e non traumatica terapia ortodontica. È’ quindi importante la prevenzione della carie e portare il bimbo dal dentista pediatrico entro i due anni in modo da intercettare e risolvere subito eventuali problemi che potrebbero favorire eventuali malocclusioni. La prima vera visita ortodontica è consigliata intorno ai 5-6 anni.
Non sempre è necessario mettere l’apparecchio per correggere ogni minimo difetto estetico alla ricerca della perfezione, ma far controllare da uno specialista i bambini fin da piccoli è molto importante: la loro bocca è una miniera di informazioni che interpretate correttamente possono far capire cosa accadrà in futuro, in modo da intervenire nel modo più opportuno nel momento esatto in cui i vari interventi sono più efficaci e danno meno disagio possibile al bambino e a tutta la famiglia.