Come prevenire la carie dei denti da latte

Carie denti latte prevenzione

Per evitare di ammalarsi di carie, cioè per prevenirle, bisogna cercare di evitare, eliminare e contrastare tutte le cause che la determinano. Le domande che dobbiamo porci sono:

  • Quando deve iniziare la prevenzione?
  • Come e con quali strumenti va fatta?
  • Chi deve adoperarsi perché la prevenzione funzioni e il nostro bambino non si ammali di carie?

La prevenzione è un gioco di squadra

Per rispondere a queste domande possiamo pensare a una storia che potrà avere un lieto fine, cioè un bimbo e poi un adulto con una bocca sana, oppure un finale non così lieto, cioè un bambino e poi un adulto con una bocca malata, una masticazione scorretta e tanti problemi di salute sia a livello orale che di tutto l’organismo.

Come tutte le storie, anche la nostra inizia con “c’era una volta un bambino” e, intorno a lui tanti personaggi: una mamma, un papà, una famiglia, un dentista, un’igienista dentale, un ginecologo, un’ostetrica, un consulente dell’allattamento, un pediatra, un nutrizionista, un logopedista, un osteopata e poi una baby-sitter, una educatrice. Cosa fanno tutti insieme questi personaggi? Fanno una SQUADRA e se comunicano e lavorano insieme regaleranno al vostro bambino un sorriso sano e bello per tutta la vita.

Per farlo però devono cominciare a lavorare insieme ancora prima che il bambino nasca, fin da quando inizia a crescere nella pancia della mamma.

La prevenzione inizia dal pancione

Da alcuni anni ormai si parla, in campo pediatrico, dei “Primi 1000 giorni”, fondamentali per la salute futura del bambino: per il suo sviluppo cognitivo, emotivo, psicologico, per il suo microbiota, per lo sviluppo del sistema immunitario, per la sua alimentazione, per la prevenzione delle malattie croniche gravi (diabete, obesità, ipertensione…). Tutto ciò vale anche per la salute orale, strettamente connessa a quella generale e per la quale fondamentali sono i primi 1000 giorni, dal concepimento (o anche prima) ai 2 anni.

È per questo motivo che in campo di odontoiatria pediatrica si parla sempre più di odontoiatria materno-infantile: seguire la madre fin da quando è incinta e iniziare a fare prevenzione su di lei è il solo modo per fare vera PREVENZIONE PRIMARIA per la salute orale del bambino.

Le tappe fondamentali per la prevenzione della carie del bambino sono 3:

  1. Dalla gravidanza alla nascita: giochiamo d’anticipo
  2. Dalla nascita al primo dentino: prepariamo il terreno
  3. Dopo il primo dentino: diamoci dentro

I pilastri della prevenzione sono gli stessi per tutte le tappe:

  1. Igiene orale ed eventuale fluoroprofilassi
  2. Alimentazione
  3. Visite dal dentista

1° tappa: dalla gravidanza alla nascita

Quando una donna rimane incinta o progetta una gravidanza si rivolge al ginecologo e spesso anche ad un’ostetrica, frequenta dei corsi preparto in modo da essere seguita, controllata e informata su come gestire al meglio la gravidanza, il parto, l’allattamento, la cura del neonato. Raramente però si rivolge al dentista! Inoltre viene ampiamente informata che patologie come l’obesità, il diabete, l’ipertensione costituiscono un rischio per la gravidanza e per il bambino. Raramente però viene informata che anche le gengive infiammate e le carie della mamma sono un rischio per il nascituro e possono causare aborti, parti pretermine, basso peso alla nascita, preeclampsia gravidica e carie nel bambino. Anzi molto spesso si pensa che le gengive che sanguinano e le carie siano un “effetto collaterale” quasi normale della gravidanza e che le cure dal dentista siano controindicate e pericolose.

Non è così, anzi è vero il contrario: una bocca sana della mamma protegge dai rischi la gravidanza e il feto, inoltre riduce il rischio di carie dei denti da latte nel bambino limitando la trasmissione da mamma a figlio di batteri patogeni dopo la nascita. Inoltre in gravidanza, per fattori ormonali, alimentari e altro, i rischi di avere problemi alle gengive e ai denti aumentano.

Ecco quindi cosa bisogna fare in gravidanza:

  • Visite dal dentista: la futura mamma deve andare dal dentista per fare controlli regolari (almeno 2 o 3 volte nel corso dei 9 mesi), per eseguire l’igiene professionale ed eventualmente la fluoroprofilassi topica e infine per sottoporsi, se indicato, alle cure odontoiatriche
  • Igiene orale e fluoroprofilassi: la donna in gravidanza deve curare moltissimo la propria igiene orale, lavare i denti almeno 2 o 3 volte al giorno, usare uno spazzolino morbido, un dentifricio al fluoro, il filo interdentale ed eventualmente collutori e/o prodotti remineralizzanti
  • Alimentazione: mangiare in modo sano ed equilibrato garantisce la salute della mamma e del piccolo, è importante per la prevenzione della carie nella mamma e nel bambino favorisce un buon microbiota; determina un imprinting prenatale del gusto influenzando le future preferenze alimentari del figlio. Già dal pancione la mamma può insegnare al suo bambino a mangiare bene: infatti dalla 30° settimana il bambino è in grado di “gustare” i sapori dei cibi che la mamma mangia e che passano nel liquido amniotico e imparerà a conoscerli.

 L’imprinting del gusto, preludio dell’educazione alimentare e della buona salute, continuerà poi con l’allattamento al seno e avrà il suo momento topico con lo svezzamento e l’alimentazione fino ai 2 anni.

2° tappa: dalla nascita al 1° dentino

Dal parto in poi si ampliano le possibilità d’azione per prevenire la carie perché possiamo agire direttamente sul bambino, oltre che continuare ad agire tramite la madre. Prevenzione indiretta (tramite il filtro materno) significa continuare a curare la salute orale della mamma in modo che non trasmetta al piccolo i germi cariogeni. Un altro strumento di prevenzione indiretta è l’allattamento al seno materno, una sorta di nuovo cordone ombelicale che ha moltissimi vantaggi per la salute orale del bambino.

La prevenzione diretta sul bambino comprende i 3 pilastri della prevenzione orale validi a qualsiasi età: igiene orale, buona alimentazione, controlli dal dentista.

  • Igiene orale: dalla nascita al 1° dentino è molto importante pulire, dopo le poppate, le gengive, il cavo orale e la lingua con una garzina inumidita o con gli appositi guantini o ditalini in silicone.

Questo è fondamentale per abituare la mamma ad avere cura anche della bocca del bambino, come già fa con tutte le altre parti del corpo. Inoltre, la pulizia orale fa diminuire la carica batterica proprio lì dove tra non molto nasceranno i nuovi dentini. La stimolazione orale non solo abituerà il bambino a questa piccola “invasione di campo” ma costituisce un input allo sviluppo cognitivo e sensoriale e favorirà l’accettazione dei nuovi strumenti di alimentazione (cucchiaino…) usati nello svezzamento. Tutte le mamme sanno che nei primi mesi a volte le poppate sono molte e pulire la bocca ogni volta, soprattutto di notte, è impossibile. L’importante è abituarsi a farlo almeno 4 o 5 volte o al cambio del pannolino in modo che diventi una routine. Finché non c’è il primo dentino non è indicata la fluoroprofilassi, né sottoforma di goccine o compresse né con il dentifricio

  • Alimentazione: in questa fase può essere solo lattea, se il bambino inizia la dentizione prima dei 5-6 mesi, o può essere già iniziato lo svezzamento se il 1° dentino spunta dopo i 6 mesi. Come indicato dalle linee guida ministeriali, l’allattamento al seno è senz’altro da consigliare e da promuovere anche per la salute orale del bambino. Infatti, il latte materno contiene un ricco microbiota, sostanze prebiotiche, fattori di protezione per la carie (lattoferrina, anticorpi, cellule antibatteriche), ha sapori sempre diversi e favorisce un’educazione al gusto presupposto per una corretta alimentazione futura, oltre a promuovere una corretta crescita e funzione delle ossa mascellari e dei muscoli. Riguardo all’alimentazione complementare che si affianca all’allattamento a partire dal 5-6° mese ne parleremo più avanti.
  • Visita dal dentista pediatrico. Sembra un concetto assurdo, visto che i denti ancora non ci sono! In realtà, anche se le Linee Guida Ministeriali indicano come età per la 1° visita i 18-24 mesi, molto spesso se non è stato fatto un buon lavoro di informazione e prevenzione, a questa età alcuni bambini (almeno il 3% ma anche di più) hanno già i denti gravemente danneggiati. Ecco perché sempre di più tra le associazioni di dentisti pediatrici si parla di visita neonatale e di consulenza odontoiatrica precoce. Portare il bimbo dal dentista ancora prima che inizino a spuntare i dentini è utile, oltre che per valutare eventuali problematiche ai frenuli e alla struttura del cranio e del volto, per dare preziose informazioni ai genitori su come fare una buona prevenzione: sarà l’occasione per insegnare come pulire la bocca del bambino, come evitare la trasmissione di germi cariogeni al bambino, per parlare dell’uso corretto di ciuccio e biberon, per informarli sulla dentizione (tempi, problemi e rimedi) sul fluoro (quando, come e perché) parlare di svezzamento e alimentazione con il focus sui denti.

Se la mamma ha seguito un corretto programma di visite durante la gravidanza e ha fissato, come consigliato, un controllo a pochi mesi dal parto, questa può essere l’occasione anche della 1° visita del suo bambino .

3° tappa: dopo il 1° dentino

La comparsa del primo dente, a qualunque età avvenga (a 4 o a 10 mesi) è un momento cruciale anche per la prevenzione: d’ora in avanti la carie non è solo un rischio virtuale, ma può diventare reale. I pilastri della prevenzione in questa fase sono i soliti 3 (igiene, alimentazione e controlli dal dentista), ma se ne aggiunge uno: la fluoroprofilassi.

L’attenzione è la prima cura

  • Igiene orale: la pulizia quotidiana diventa imprescindibile. Deve essere fatta in modo accurato su tutti i denti e su tutti i lati del dente, sulla lingua e su tutto il cavo orale. Si può continuare a usare la garzina e o il guantino finché in bocca ci sono solo gli incisivi, ma bisogna passare allo spazzolino da quando spuntano i primi molarini (12-15 mesi).

Deve essere fatta dal genitore: solo così può essere corretta ed efficace. L’autonomia del bambino va incentivata ma mentre lui impara, giocando, a lavarsi i dentini, il genitore è il solo responsabile della sua igiene orale che, se non precisa, porterà quasi inevitabilmente alle carie! … e questo almeno fino ai 7 anni. Deve essere fatta 2-3 volte al giorno soprattutto la sera (MAI andare a dormire con i dentini sporchi!).

Mentre il genitore lava i denti del proprio bambino deve guardarli con attenzione: così facendo non solo li laverà meglio, ma potrà accorgersi di macchie, bianche o gialle o brune (=carie!) e rivolgersi immediatamente al dentista.

  • Fluoroprofilassi: il fluoro va utilizzato solo dal momento in cui spunta il 1° dentino. Il modo più efficace per somministrarlo è con il dentifricio usato in quantità e a dosaggio determinato in base all’età e ai fattori di rischio di ogni singolo bambino. La somministrazione di fluoro sotto forma di gocce o compresse deve essere fatta solo quando non si riesce a usare il dentifricio al fluoro o in caso di alto rischio carie e deve essere prescritta dal dentista o dal pediatra
  • Alimentazione: l’introduzione di cibi (latte materno compreso) in una bocca dove ci sono i denti (anche uno solo) impone nuove regole e nuove attenzioni.

Parliamo di allattamento

Quando spunta il primo dentino il bambino può aver già iniziato lo svezzamento oppure no. In ogni caso fino all’anno l’alimentazione lattea riveste un ruolo fondamentale. È consigliabile continuare con l’allattamento al seno materno per i vantaggi che esso ha rispetto a quello con i latti in formula.

In ogni caso, sia che l’allattamento sia al seno o con il biberon, il 1° dente rappresenta un giro di boa: l’attenzione deve focalizzarsi sulla salute dei denti. Posto che la diatriba su cariogenicità o meno del latte materno e sull’aumento di carie in bambini allattati oltre l’anno non ha ancora risposte scientificamente provate, facciamo solo alcune considerazioni pratiche:

  • Il latte materno come tutti i latti formula e il latte vaccino, contiene in quantità elevate lattosio, zucchero fermentabile e cariogeno
  • Il fattore tempo è uno dei fattori fondamentali per il formarsi delle carie: maggiore è il numero di poppate maggiore è il rischio di carie. Questo vale ancora di più durante la notte, quando altri fattori protettivi (saliva) diminuiscono

Quindi dopo l’eruzione dei denti non è consigliabile continuare con le poppate a richiesta soprattutto di notte, se non in associazione a una puntuale igiene orale. Ancora più pericoloso è l’attacco al seno consolatorio per tutta la notte perché il latte rimane nel cavo orale, sui denti, come un impacco zuccherino e poi acido che corrode il fragilissimo smalto dei primi dentini. È proprio così che nella maggior parte dei casi si formano i casi più gravi di ECC in bimbi piccolissimi sotto i 24-30 mesi.

Ricordiamo che i nostri bambini crescono e che le loro esigenze cambiano molto in fretta: a differenza dei primi mesi, dopo l’anno, i ritmi di alimentazione devono essere regolari e più simili a quelli adulti (5 pasti al giorno) e non bisogna mangiare di notte (quando l’organismo ha bisogno di riposare ed è occupato da altre funzioni come la produzione di ormoni, la riorganizzazione della memoria…).

Inoltre, il vostro piccolo ha bisogno di risposte diverse, alle sue richieste, non solo e sempre una risposta indifferenziata e di “comodo” come il porgerli il seno o il biberon ogni volta che piange, è agitato o insofferente.

Parliamo di svezzamento

È questo un momento cruciale. Qui si mettono le basi per il futuro di una bocca sana e senza carie fino all’età adulta, ma anche per una crescita scheletrica e funzionale della bocca cioè per la prevenzione delle malocclusioni, per la salute generale, per un buon rapporto mente-cibo (prevenzione dei disturbi alimentari), per la formazione di un buon microbiota. Cosa mangia e come mangia vostro figlio fino a 2 anni influenzerà il rapporto che avrà con il cibo per tutta la vita. Ricordiamo quindi i consigli per un buon svezzamento e una buona alimentazione del vostro bambino che gli possa far dire da grande “mai avuto carie in vita mia”:

  • Continuare con i latte materno se possibile ma ricordare che dopo l’anno la quantità giornaliera non dovrebbe superare i 200-400 gr per evitare un eccesso di proteine
  • Alimentazione regolare scandita in 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) più 2 piccole merende
  • Nessun fuori pasto
  • Bere solo acqua
  • Evitare di somministrare durante le ore notturne latte (anche materno) tisane edulcorate, ciuccio con zucchero o miele
  • Nessuno zucchero aggiunto fino ai 2 anni (quindi niente biscotti, succhi, merendine, yogurt dolci, dolciumi, miele o zucchero); limitare la quantità di zuccheri liberi, cioè quelli che derivano dalla riduzione della frutta in succo, centrifugato o purea (anche se non aggiungiamo zuccheri)
  • Limitare l’uso di pappe e cibi frullati: masticare cibi consistenti e fibrosi aiuta i denti e le ossa a crescere e favorisce l’auto detersione riducendo il rischio carie
  • Attenzione agli zuccheri cariogeni “nascosti” presenti nei farmaci per bambini, nei prodotti omeopatici, nei gel consigliati per i disturbi della dentizione (lavare i denti dopo l’uso di questi prodotti)

Alimentazione dopo i primi 2 anni

Molto spesso succede che, mentre all’inizio dello svezzamento i genitori sono molto attenti e sensibilizzati per una corretta alimentazione, dopo diventano un po’ più indulgenti e concedono spesso e volentieri merendine succhi e dolciumi, soprattutto se in casa ci sono già fratelli più grandi. Cerchiamo invece di continuare con le buone abitudini dei primissimi anni e approfittiamo invece per migliorare l’alimentazione di tutta la famiglia:

  • 5 pasti al giorno e niente fuori pasto
  • Limitare il consumo di zuccheri aggiunti e liberi: una sola merenda “dolce” al giorno
  • Evitare tutti i cibi da “scartare”: merendine, snack, patatine
  • Bere solo acqua (no succhi, the, bevande gassate)
  • Concedere i dolciumi solo eccezionalmente (Pasqua, Natale e compleanno)
  • Consumare frutta e verdura consistente e fibrosa da sgranocchiare
  • Consumare cibi che favoriscano un buon microbiota (alimenti integrali, cibi fermentati, legumi)

Visite dal dentista

Come già detto, le linee guida prevedono la prima visita a 18-24 mesi. Ma a questa età i famosi primi, fondamentali, 1000 giorni sono già passati! Pensereste mai di portare vostro figlio dal pediatra perla sua visita dopo la nascita a 2 anni? I bilanci di salute dal pediatra nei primi 2 anni sono ben 7! Ed è giusto: solo così si può seguire la crescita del bambino, intercettare e prevenire i problemi e fare prevenzione.

La collaborazione con il pediatra, la visita odontoiatrica precoce (al primo dente o anche prima) l’informazione e le indicazioni personalizzate del dentista faranno la differenza tra una bocca sana e una piena di carie. Fare delle visite periodiche in condizioni di salute dei denti (bilanci di salute odontoiatrica) oltre a prevenire e intercettare le carie, permetterà al bambino di familiarizzare con il dentista, con l’ambiente, di far nascere un rapporto bello, giocoso, normale: un bambino che non ha paura del dentista sarà un adulto con i denti sani.

Ecco quali sono gli interventi di prevenzione che il dentista può fare fin dai primi anni:

  • Insegnare ai genitori le corrette tecniche d’igiene orale
  • Prescrivere, in base ai fattori di rischio, i dosaggi e le modalità di somministrazione della fluoroprofilassi
  • Eseguire, quando indicato, sedute d’igiene professionale e fluoroprofilassi
  • Eseguire trattamenti mini invasivi di prevenzione (ozonoterapia, sigillature)
  • Dare indicazioni per la prevenzione delle malocclusioni
  • Eseguire interventi minimamente invasivi di “preortodonzia” per iniziare a correggere le malocclusioni il prima possibile

Cure e trattamenti della carie del bambino

Come abbiamo già evidenziato, se la prevenzione iniziasse nel momento giusto, se seguisse tutte le tappe previste e se utilizzasse tutti gli strumenti a disposizione, molto raramente si arriverebbe ad avere una carie nei denti da latte. Ma non sempre tutto fila liscio.

Quindi cosa fare se il vostro bambino ha una o più carie nei denti da latte? Innanzitutto curarle!

I denti da latte vanno curati perché hanno delle funzioni importantissime:

  • Permettono una corretta masticazione
  • Permettono una corretta fonazione
  • Mantengono uno spazio adeguato nell’arcata per i futuri denti definitivi e ne permettono l’eruzione corretta
  • Favoriscono, grazie a un bel sorriso fin da piccoli, lo sviluppo di una buona autostima, di una buona vita di relazione, in una parola favoriscono la felicità

Per fortuna, al giorno d’oggi, il dentista pediatrico dispone di più opzioni di trattamento della carie dei denti da latte, alcune tradizionali, altre più innovative e meno invasive. La scelta dei vari tipi di trattamento e la progettazione, nei tempi e nei modi, del piano terapeutico e delle priorità di cura, dipenderanno dal tipo, dalla gravità e dal numero delle carie, dall’età del bambino, dalla sua collaborazione e da altri svariati fattori.

In ogni caso, qualunque sia il trattamento indicato, non è possibile prescindere dalla creazione di un rapporto di empatia e fiducia con il bambino. Se si è instaurato un buon rapporto, la collaborazione sarà ottimale e le cure avranno un buon esito. Se il rapporto non c’è anche l’operazione più semplice (passare una semplice spazzolina o anche solo far aprire la bocca e guardare) sarà impossibile.

Oltre a un corretto approccio comportamentale, l’aiuto delle tecniche di rilassamento e l’utilizzo dell’analgesia relativa (Sedazione Cosciente) con Protossido d’Azoto, possono risultare determinanti nel migliorare la collaborazione del piccolo paziente.

Una volta ottenuta la collaborazione del bambino, sarà possibile effettuare i trattamenti e le cure programmate dopo averle spiegate e discusse con i genitori. Anche il bambino dovrà essere coinvolto e informato, tarando la comunicazione in base all’età e alla capacità di comprensione.

Trattamenti tradizionali

Nel caso di bambini collaborativi e tranquilli e di età in genere superiore ai 3 anni, se indicato, le carie si possono trattare con i metodi tradizionali: si rimuove la parte di smalto e dentina cariata, eventualmente usando l’anestesia locale, e si procede quindi all’otturazione.

Nei bambini vengono usati materiali biomimetici (esteticamente simili al dente), biocompatibili (privi di sostanze tossiche quali BSF-GMA e nano particelle) e a volte bioattivi (stimolano la mineralizzazione del dente)

Tecnica ART – Atraumatic Restorative Treatment

È un approccio ultra-conservativo, basato sulla rimozione parziale della dentina affetta da carie, sul trattamento con Ozono terapia per sterilizzare la cavità cariosa e quindi sulla chiusura con materiali bioattivi. Questa tecnica, che può essere effettuata a volte anche senza anestesia locale e utilizzando solo strumenti manuali, è indicata in bambini un po’ meno collaboranti e con i quali i tempi operativi devono essere ridotti al minimo. È una tecnica utile anche nei casi in cui la rimozione di tutta la dentina infetta porterebbe all’esposizione della polpa e quindi a un trattamento più invasivo (Pulpotomia).

OZONOTerapia

Nel caso di bimbi molto piccoli (18-30 mesi) e/o meno collaborativi è possibile ricorrere al solo trattamento con cicli di Ozono terapia seguiti da applicazione di paste e gel remineralizzanti sia in studio che a casa. L’obiettivo è quello di bloccare la progressione della carie e di stimolare il dente a “autorinforzarsi”. Appena possibile, quando l’età e la collaborazione del bambino saranno maggiori, si potrà procedere a un trattamento più definitivo e all’otturazione. L’ozono è un alleato fondamentale anche per la cura e la prevenzione nei bimbi molto piccoli affetti da quadri iniziali di carie da biberon: in questi casi, a volte, la sola terapia (più volte ripetuta) con l’ozono può essere risolutiva.

Molto importante è però ricordare che qualsiasi trattamento della carie dei denti da latte è inutile se parallelamente non si agisce anche sulle cause che l’hanno provocata: la cura della carie non è solo l’otturazione ma prevede un miglioramento dell’igiene orale, una corretta fluoroprofilassi, un cambiamento delle abitudini alimentari e degli stili di vita. Tutto ciò senza la consapevolezza e la collaborazione dei genitori e di tutti coloro che si prendono cura del bambino non è possibile.

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